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Relazioni a quattro zampe – Intervista alla Dott.ssa Alessandra Pegoraro

Febbraio 8, 2026/in News /da Midori Blog

Nel progetto “Libera-mente in armonia” c’è un alleato speciale: il cane, compagno silenzioso ma potentissimo nel percorso di cura dei disturbi alimentari.

 

Attraverso la pet therapy guidata dalla dott.ssa Alessandra Pegoraro, i ragazzi imparano a stare nel qui e ora, ad abbassare l’ansia e a sentirsi visti e accolti senza giudizio.

 

In questa intervista, Alessandra racconta come la relazione con l’animale possa diventare un motore di cambiamento, capace di dare nuove parole alle emozioni e più fiducia in sé stessi.

 

 

Dottoressa Pegoraro, ci racconta il suo ruolo all’interno del progetto “Libera-mente in armonia” e come è arrivata a lavorare con gli animali in ambito psicologico?

 

Io sono una psicologa-psicoterapeuta formata nell’ambito degli Interventi Assistiti con gli Animali comunemente conosciuti come Pet Therapy. Nel progetto “Libera-mente in armonia” il mio ruolo è stato quello di responsabile di progetto e referente di intervento nel percorso di pet therapy con il cane.

Mi ha affiancato la dottoressa Elisabetta Bano nel ruolo di coadiutore dell’animale, ovvero la figura che conduce l’animale in seduta e si occupa del suo benessere.

 

Nel mio percorso formativo sono arrivata a lavorare con gli animali grazie alla scelta di svolgere il mio tirocinio professionalizzante post laurea presso l’équipe di pet therapy dell’ulss 7.

Mi ha portato lì la curiosità e la passione per gli animali, cogliendo la possibilità di coniugare il mondo animale con il mondo psicologico. Mi sono poi formata in quest’ambito e ho iniziato a svolgere progetti in quanto credo fortemente nel valore della relazione con gli animali nel processo di cura.

 

 

Che cosa sono, in parole semplici, gli Interventi Assistiti con gli Animali e come si svolgono?

 

Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) sono regolamentati dalle Linee Guida Nazionali nelle quali sono descritti come interventi che hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e prevedono l’impiego di animali domestici.

Tali interventi sono rivolti prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, dipendenti da qualunque causa, ma possono essere indirizzati anche a individui sani. La corretta applicazione degli IAA richiede il coinvolgimento di una équipe multidisciplinare composta, a seconda del tipo di intervento, da figure sanitarie, pedagogiche e tecniche con diversi compiti e responsabilità, adeguatamente formati e iscritti in Digital Pet, il registro degli operatori abilitati all’erogazione degli IAA.

In base agli ambiti di attività e agli obiettivi gli IAA si classificano in: terapia assistita con gli animali (TAA), educazione assistita con gli animali (EAA) e attività assistita con gli animali (AAA).

 

Questi interventi si possono svolgere in percorsi individuali o di gruppo in contesti sanitari, sociali, educativi e ricreativi; durante gli incontri si favorisce l’interazione e la relazione paziente-animale.

 

 

In che modo la relazione con l’animale può aiutare i ragazzi con disturbi alimentari nel loro percorso di cura

 

La relazione con l’animale, il cane in questo caso, permette di focalizzare l’attenzione sul qui e ora, permettendo, da un punto di vista cognitivo, alla mente di non vagare in pensieri ansiosi e ossessivi ma di godersi il momento, il gesto, il gioco o la carezza.

 

C’è poi l’aspetto motivazionale: prendersi cura dell’altro, osservarlo e cercare di comprenderlo permette di decentrarsi e crescere l’autostima, sentirsi importanti, forti e unici. L’animale si fida di noi e ha bisogno di attenzioni e cure.

 

C’è inoltre l’aspetto emotivo: la sola presenza dell’animale ci consente l’autoregolazione. È dimostrato chimicamente e fisicamente che il contatto con l’animale porta a un rallentamento del battito cardiaco, a una diminuzione dell’ansia e dello stress.

Grazie alla presenza accogliente e non giudicante dei cani i ragazzi sono in grado di esplorare le proprie emozioni e i propri vissuti, contattando le parti di sé più complesse, riducendo la rigidità mentale e il giudizio severo nei confronti di se stessi.

 

E infine c’è l’aspetto socio-relazionale: l’animale porta se stesso in seduta favorendo l’apertura dei ragazzi e la capacità di osservare l’altro, comprendendone carattere, bisogni e vissuti.

 

 

C’è un episodio o un momento che le è rimasto nel cuore durante le attività con i ragazzi e gli animali?

 

Momenti significativi e intensi ce ne sono stati tanti e riguardano il rispecchiamento e la relazione con i cani.

 

Una seduta molto significativa è stata quella in cui abbiamo proposto la scrittura di una lettera ad un cane a scelta. Riporto di seguito le parole significative:

 

“Dal percorso di Pet Therapy ho imparato molto e mi porto a casa:

 

  • che le emozioni non vanno nascoste, ma conosciute ed ascoltate
  • ho capito che prendersi cura di qualcuno è anche prendersi cura di sé
  • avere paura non è un difetto, ma un punto di partenza, da guardare in faccia ed affrontarlo
  • ho compreso che i miei spazi sono importanti, devo rispettarli e devono essere rispettati

 

Tu Maya, con la tua timidezza e il tuo modo speciale di avvicinarti ed allontanarti, mi hai insegnato che la fiducia è un dono prezioso che nasce piano e cresce se viene rispettato.”

 

 

Qual è, secondo lei, la forza di un progetto che unisce pet-therapy, yoga, musicoterapia e arteterapia?

 

Tutti questi strumenti sono attività ad alta valenza riabilitativa e a mio avviso il progetto permette di integrare al trattamento multidisciplinare dei DCA queste terapie di supporto che diventano co-terapie e mirano al benessere e alla cura.

 

Queste forme di terapia alternativa non vanno a sostituire la terapia medica tradizionale ma completano il percorso intrapreso al fine di favorire e aumentare il benessere psico-fisico del soggetto.

 

 

Se dovesse descrivere “Libera-mente in armonia” con una parola o un’immagine, quale sceglierebbe?

 

Mi viene in mente un puzzle…ogni pezzo ha la sua peculiarità e caratteristica ma risulta indispensabile per comporre l’intera figura.

 

Penso che il progetto Libera-mente in armonia abbia contribuito a favorire il benessere e la cura dei ragazzi, che attraverso vari canali espressivi hanno acquisito una maggiore consapevolezza e capacità di ascolto di sè.

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2026/02/pegoraro.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2026-02-08 16:02:472026-02-08 16:02:47Relazioni a quattro zampe – Intervista alla Dott.ssa Alessandra Pegoraro

Ascoltare il corpo con gentilezza e rispetto – Intervista a Paola Endrizzi, insegnante di Yoga

Febbraio 2, 2026/in News /da Midori Blog

 

Il progetto “LiberaMente in Armonia”, sostenuto dal fondo 8xmille della Chiesa Valdese e attivo presso il Centro Disturbi Alimentari di Vicenza, integra attività innovative come yoga, pet-therapy, arteterapia e musicoterapia per offrire alle pazienti un supporto completo e multidisciplinare.

 

Oggi abbiamo avuto la fortuna di incontrare Paola Endrizzi, insegnante di Yoga coinvolta nel progetto.

 

 

Paola, ci racconta chi è e qual è il suo ruolo nel progetto “Libera-mente in armonia”?

 

Sono insegnante di yoga e praticante dal 1991, anno in cui ho incontrato lo yoga in un momento di profonda trasformazione personale.

Dopo anni di pratica, nel 2013 ho intrapreso un percorso di formazione, specializzandomi e ottenendo la Certificazione come Insegnante di Anusara® Yoga, Restorative Yoga e Yoga in gravidanza.

 

All’interno del progetto “Libera-mente in armonia” il mio ruolo è quello di portare lo yoga come strumento di sostegno e ascolto, in particolare per chi affronta disturbi alimentari. Attraverso pratiche dolci, rispettose e consapevoli, offro uno spazio sicuro in cui ritrovare contatto con il corpo, stabilità emotiva e una relazione più amorevole con sé.

 

Credo profondamente che lo yoga sia un’ancora preziosa, capace di riconnetterci al nostro nucleo stabile e luminoso. Il mio intento è condividere questa esperienza, sostenendo ogni persona nel ritrovare autenticità, libertà interiore e benessere.

 

 

Che tipo di yoga propone ai ragazzi e che cosa ha visto cambiare in loro durante i percorsi?

 

La pratica di yoga che propongo ai ragazzi (al 99% ragazze) è flessibile e adattabile, poiché il gruppo e le presenze cambiano di settimana in settimana. Parto da un’intenzione e da una traccia di base, che si modellano in base a chi è presente e allo stato in cui le ragazze si trovano in quel momento.

 

L’obiettivo è creare un luogo sicuro esterno ma anche dentro di loro, in cui possano sentirsi accolte e a proprio agio. Attraverso movimenti semplici e posture accessibili di hatha yoga, le accompagno a sviluppare consapevolezza del corpo, del respiro e delle proprie sensazioni.

Alla fine della lezione dedichiamo alcuni minuti alla condivisione, con una parola o una breve frase, di ciò che hanno vissuto durante la pratica. Le parole emerse vengono poi trascritte settimanalmente su un foglio che appendono nel centro DCA, come traccia del percorso.

 

Il cambiamento che osservo riguarda soprattutto una maggiore consapevolezza della percezione del corpo, del respiro e dell’attività della mente. Ciò che emerge è anche la scoperta, spesso sorprendente per loro, che dentro di sé esiste uno stato di tranquillità a cui possono accedere. Questo si riflette nel loro sguardo e nel loro stato emotivo: arrivano spesso in difficoltà o in crisi e, al termine della lezione, appaiono più presenti, serene e sorridenti, riconoscendo loro stesse questo passaggio.

 

 

In che modo la pratica dello yoga può aiutare chi soffre di disturbi alimentari a ritrovare equilibrio e consapevolezza?

 

Lo yoga può aiutare chi soffre di disturbi alimentari a ritrovare presenza di sé e consapevolezza offrendo uno spazio protetto in cui ascoltare il corpo con gentilezza e rispetto. Attraverso il respiro, movimenti semplici e momenti di ascolto, la pratica accompagna a riconnettersi alle sensazioni e alle emozioni, senza forzature, senza giudizio ed iniziando a guardare, vedere ciò che c’è nel momento presente.

 

Nel tempo, molte persone scoprono che dentro di sé esiste uno stato di tranquillità e stabilità a cui possono tornare. Questo cambia il modo di stare nel corpo e favorisce una relazione più rispettosa e consapevole con sé stessi.

 

 

C’è un momento o una pratica che ricorda come particolarmente significativa durante le attività?

 

Un momento che ricordo è quando una delle partecipanti è in crisi e piange. In quel caso, ne prendiamo atto insieme: riconosciamo il momento e, con amorevolezza, conduco il gruppo a proseguire nella sequenza di posizioni, offrendo alla ragazza la possibilità di accogliere il suo pianto e di restare con le proprie emozioni.

Ho visto come, piano piano, la crisi si supera e il ritorno nel corpo diventa un passaggio importante e potente per lei ed anche per le altre.

 

Inoltre, una pratica che ricordo come particolarmente significativa è l’apertura del petto con il supporto dei mattoncini. Questa postura favorisce un senso di espansione e leggerezza a livello fisico, e apre anche a una sensazione di calma e apertura mentale ed emotiva. Vedo che le ragazze la apprezzano molto e vi rimangono volentieri.

 

 

Se dovesse riassumere con poche parole il valore di “Libera-mente in armonia”, cosa direbbe?

 

Un progetto di valore immenso, che semina consapevolezza e aiuta a far crescere radici profonde in chi vi partecipa. Gratitudine per essere parte di questo percorso.

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2026/02/paola-1.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2026-02-02 14:38:152026-02-02 14:41:49Ascoltare il corpo con gentilezza e rispetto – Intervista a Paola Endrizzi, insegnante di Yoga

Un modo per dire “ci sono”

Gennaio 30, 2026/in News /da Midori Blog

Cari amici e care amiche di Midori,

 

lo scorso anno abbiamo festeggiato un traguardo importante: dieci anni di vita dell’Associazione Midori. Dieci anni di impegno, di ascolto e di presenza accanto alle persone che soffrono di disturbi alimentari e alle loro famiglie.

 

Guardando indietro, ci rendiamo conto di quanta strada abbiamo percorso insieme e di quanto, grazie al sostegno delle persone che scelgono di associarsi, siamo riusciti a costruire.

 

Ogni progetto, ogni servizio di supporto, ogni iniziativa di sensibilizzazione nasce da una forza silenziosa ma fondamentale: la fiducia e la partecipazione di tutti voi. È questo legame che dà significato a tutto ciò che facciamo e che ci permette di continuare a crescere, evolvere e rispondere ai bisogni di chi si affida a noi.

 

Ora, mentre guardiamo al futuro, vi invito a rinnovare la vostra quota e a restare parte attiva di questa grande famiglia. Il rinnovo non è solo un gesto amministrativo — è un modo per dire “ci sono”, “credo nel valore di ciò che costruiamo insieme”.

 

Con il vostro sostegno potremo dare continuità ai progetti già avviati e realizzarne di nuovi, portando avanti lo spirito di Midori: vicinanza, speranza e concretezza.

 

Con gratitudine e affetto,

 

Antonella Cornale

 

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2026/01/ci-sono.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2026-01-30 18:47:092026-02-02 14:44:12Un modo per dire “ci sono”

Chiesa Valdese, un legame di fiducia e solidarietà

Gennaio 21, 2026/in News /da Midori Blog

Domenica 18 gennaio, Sara — vicepresidente dell’Associazione Midori — ha partecipato al momento di preghiera nella Chiesa Valdese di Vicenza, in contrà Barche, per esprimere personalmente un ringraziamento alla comunità valdese e al pastore Davide Ollearo.

 

Il legame di fiducia e collaborazione tra Midori e la Chiesa Valdese è nato ormai da tempo, grazie al sostegno concreto offerto dal Fondo 8×1000, che ha permesso alla nostra associazione di realizzare progetti dedicati alle persone che soffrono di disturbi alimentari.

 

Durante il culto, dopo il sermone e i canti liturgici, Sara è stata invitata a condividere con i presenti un breve intervento, raccontando come questi fondi vengano trasformati in azioni di cura e benessere.

 

Ha spiegato come, per tutto il 2025, Midori abbia affiancato ai percorsi terapeutici tradizionali una serie di laboratori a forte impatto riabilitativo — dalla musicoterapia allo yoga, dalla pet therapy all’arteterapia — rivolti ai pazienti in trattamento presso il Centro Disturbi Alimentari di Vicenza. Attività che, accanto al sostegno psicologico, offrono strumenti concreti per ritrovare armonia e fiducia in sé stessi.

 

L’incontro si è concluso in un clima di sincera gratitudine e reciproco interesse.

 

Il pastore Davide Ollearo ha espresso la disponibilità a mantenere vivi i rapporti e a rivedersi nei prossimi mesi per approfondire gli sviluppi dei progetti sostenuti.

 

Un gesto di comunione e collaborazione che testimonia quanto il valore del Fondo 8×1000 si traduce in opportunità reali di cura e solidarietà sul territorio.

 

Scopri il progetto Libera-mente in armonia!

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2026/01/valdesi.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2026-01-21 15:55:092026-02-02 14:42:37Chiesa Valdese, un legame di fiducia e solidarietà

Il potere dell’Arteterapia nei disturbi alimentari: intervista alla dott.ssa Valentina Calabrese

Novembre 21, 2025/in Interviste, News /da Midori Blog

 

Nel delicato percorso di cura dei disturbi alimentari, ogni passo verso il recupero passa attraverso la riscoperta di sé e del proprio corpo.

 

Il progetto “LiberaMente in Armonia”, sostenuto dal fondo 8xmille della Chiesa Valdese e attivo presso il Centro Disturbi Alimentari di Vicenza, integra attività innovative come yoga, pet-therapy, arteterapia e musicoterapia per offrire alle pazienti un supporto completo e multidisciplinare.

 

In questa intervista esclusiva, Valentina Calabrese, arteterapeuta responsabile del laboratorio creativo del progetto, ci racconta come la creatività diventi un linguaggio privilegiato per esprimere emozioni difficili da verbalizzare, aprendo nuove strade di ascolto e cura per adolescenti e preadolescenti in trattamento. Scopriremo insieme il valore aggiunto di questo approccio integrato che va oltre la terapia tradizionale, restituendo alle ragazze uno spazio di espressione, fiducia e rinascita interiore.

 

 

Valentina, ci racconta brevemente chi è e qual è il suo ruolo all’interno del progetto “Libera-mente in armonia”?

 

Mi chiamo Valentina Calabrese, ho trent’anni e sono un’arteterapeuta. La mia formazione in pittura e arteterapia mi ha portato a cercare modi per aiutare le persone a esprimere le proprie emozioni attraverso l’arte.

 

All’interno del progetto Libera-mente in armonia conduco un laboratorio di arteterapia rivolto alle ragazze seguite dal Day Hospital di Vicenza per disturbi alimentari. Il mio ruolo è offrire uno spazio in cui possano esplorare le proprie emozioni e raccontarsi attraverso colori, materiali e immagini, senza la pressione del risultato o del giudizio.

In questo contesto, l’arte diventa un linguaggio in grado di dare forma a ciò che a volte è difficile esprimere a parole, prendendo vita su un foglio, in un gesto o in un colore.

 

 

Il progetto “Libera-mente in armonia” integra yoga, pet-therapy, arteterapia e musicoterapia. In che modo queste attività aiutano ragazze e ragazzi che soffrono di disturbi alimentari?

 

Chi soffre di disturbi alimentari vive spesso una frattura: il corpo viene percepito più come qualcosa da controllare che come parte viva di sé.

Attività come yoga, musicoterapia, pet-therapy e arteterapia servono a ricucire quel legame, favorendo una relazione più gentile e consapevole con il proprio corpo e le proprie emozioni.

 

Nel mio laboratorio, ogni incontro era un piccolo viaggio: attraverso immagini, materiali e creatività, le ragazze potevano esplorare le proprie emozioni in modo protetto e non verbale. L’obiettivo non era “fare un bel disegno”, ma lasciare che qualcosa di autentico emergesse, anche solo in un gesto o in una macchia di colore.

 

 

Spesso questo processo porta sollievo, alleggerisce l’ansia e apre uno spazio di fiducia e ascolto interiore.

 

Negli ultimi anni si è abbassata l’età dei pazienti: quali sfide comporta lavorare con adolescenti e preadolescenti e come queste attività riescono a coinvolgerli?

Lavorare con adolescenti e preadolescenti significa entrare in contatto con un’età in cui tutto è in trasformazione: il corpo cambia, l’identità si cerca, le emozioni sono intense e spesso difficili da gestire. Nei disturbi alimentari, questa fase diventa ancora più fragile, perché il controllo sul corpo può diventare una forma di sicurezza.

 

Per coinvolgerli, è importante non chiedere subito di parlare o spiegare, ma offrire modalità concrete di espressione. Nel mio laboratorio abbiamo usato carte simboliche, che permettono di scegliere un’immagine e riflettere sul suo significato personale; l’argilla, che si può modellare e trasformare; e il collage, che unisce frammenti diversi per creare qualcosa di nuovo.

Sono attività che catturano l’attenzione e aiutano anche chi ha più difficoltà a fidarsi a trovare un proprio modo di esserci.

 

 

Durante le attività che ha strutturato c’è stato un momento che ha colpito in particolare le ragazze e i ragazzi?

 

Ce ne sono stati diversi, ma uno che ricordo con particolare intensità è stato verso la fine del percorso, durante un incontro dedicato al collage. L’intento era creare una piccola mostra d’arte simbolica, per dare visibilità al lavoro svolto e restituire al gruppo un senso di bellezza e di presenza condivisa.

Abbiamo appeso i collage al muro, trasformando per un pomeriggio la stanza del laboratorio in una piccola galleria. C’era una musica di sottofondo e un’atmosfera raccolta, calma, quasi sospesa. Le ragazze si muovevano tra i lavori, osservando in silenzio le immagini e i dettagli scelti dalle altre, come se ognuna potesse riconoscere frammenti di un percorso comune.

 

Alla fine, ho proposto di lasciare accanto a ogni elaborato un biglietto con parole gentili o un pensiero positivo. È stato un gesto semplice ma carico di senso: un modo per restare in relazione attraverso la creatività e per concludere il percorso con un piccolo rito collettivo, fatto di attenzione, cura e rispetto reciproco.

Ricordo la quiete di quel momento, la delicatezza dei gesti e il silenzio pieno che si era creato nella stanza, come se ognuna trovasse un proprio modo di esserci, in ascolto di sé e delle altre.

 

 

Quale valore aggiunto portano questo tipo di attività rispetto al percorso clinico tradizionale?

 

Queste attività non sostituiscono la terapia clinica, ma la completano, aggiungendo una dimensione più sensoriale e pratica alla cura. Nel percorso medico e psicologico si lavora molto con la parola e la consapevolezza cognitiva; l’arteterapia e le altre discipline del progetto invece permettono di sentire, fare esperienza e sperimentare.

 

Attraverso la creatività, le ragazze imparano a lasciar andare il controllo, tollerare l’imprevisto e stare nel presente. Spesso scoprono che possono creare qualcosa di significativo anche partendo da un errore, e questo diventa una metafora potente: anche la vita, come l’arte, non deve essere perfetta per avere valore.

Il laboratorio diventa così un luogo di cura, ma anche di scoperta, dove la guarigione passa dal corpo, dal gesto e dal contatto con la materia.

 

 

Se dovesse raccontare l’importanza del progetto a chi lo ha sostenuto, cosa direbbe?

 

Direi che Libera-mente in armonia è un progetto che offre alle ragazze uno spazio in cui esprimersi, sperimentare, confrontarsi con le proprie emozioni e sentirsi accolte, integrando diverse discipline come arteterapia, yoga, musicoterapia e pet-therapy.

 

Ha dimostrato quanto creatività, movimento, musica e relazione possano essere strumenti preziosi nella cura, permettendo alle ragazze di esplorare se stesse in modo protetto e supportivo.

Il progetto mostra che la cura non riguarda solo la riduzione dei sintomi, ma anche la possibilità di vivere esperienze significative che favoriscono ascolto, presenza e consapevolezza di sé. In questo contesto, ogni attività diventa uno strumento per comunicare, conoscersi e sperimentare nuovi modi di stare con se stesse e con gli altri.

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2025/11/Calabrese.png 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2025-11-21 11:35:492025-11-21 15:42:43Il potere dell’Arteterapia nei disturbi alimentari: intervista alla dott.ssa Valentina Calabrese

Riflessioni che ci aiutano

Ottobre 31, 2025/in News /da Midori Blog

Un cordiale ciao a tutti.

 

È iniziata la seconda parte del progetto “Piacere e Non Piacersi”, quella cioè che prevede di donare colloqui gratuiti ad insegnanti e allenatori, che avessero bisogno di un confronto con la psicologa e la dietista che sono state le relatrici nelle tre serate pubbliche al Faber Box di Schio.

 

Solitamente il blog di Midori è uno spazio dove concentriamo informazioni su progetti, interviste, impegni vari….dove cioè ci piace raccontare le nostre esperienze, e le nostre fatiche.

Oggi però vi voglio condividere il mio stato d’animo, di profonda amarezza, per la modesta partecipazione alle serate del progetto “Piacere….e Non Piacersi”.

 

Assolutamente ringrazio chi c’è stato, le famiglie in primis, gli insegnanti e allenatori, perché hanno rappresentato le difficoltà che la scuola incontra e quelle che talvolta nello sport impediscono di migliorare ed infine chi era lì per altri motivi.

 

 

Nonostante ciò mi ha fatto star male constatare (come si suol dire a bocce ferme…) che nella serata dedicata agli insegnanti ce n’erano solo 15 ed a quella dedicata agli allenatori solo 6.

 

Voi direte che purtroppo le persone sono piene di impegni, che già fanno tanto durante il giorno, che comunque ad esempio il giovedì è una serata in cui molti sono in palestra ad allenare… ci mancherebbe lo capisco, ma mi spiace lo stesso perché fino all’ultimo minuto ci ho creduto… ho creduto che avremmo riempito la sala..o quasi. E mi sono immaginata che se uno non poteva esserci di persona, avrebbe delegato.

 

Ho cercato di darmi una spiegazione di tutto ciò, ma non mi è venuta, e ad esempio in merito alla serata dedicata agli sportivi mi son fatta questa domanda…ma se anziché Elena avessimo invitato un altro personaggio sportivo più di richiamo (passatemi il termine…) la risposta sarebbe stata uguale?

Cioè le persone sarebbero venute per quel personaggio lì, quindi non per il valore della testimonianza in sé, ma per sentirla da quel personaggio specifico?

Non so, non ho una risposta….Forse non si tratta neanche di questo, però ripeto mi è dispiaciuto molto.

 

Vedete quando noi progettiamo incontri come questi, lo facciamo perché le informazioni che abbiamo ci dicono che questi disturbi sono effettivamente in aumento, soprattutto tra gli adolescenti e i preadolescenti, e quindi ci sta veramente a cuore poter parlarne affinché più persone possibili possano intercettare e aiutare chi sta male.

 

Il mio augurio per il futuro è che occasioni come queste non vadano perdute, e che crediamo tutti nella costruzione di reti, perché come diciamo sempre noi di Midori… nessuno può salvarsi da solo.

 

La Presidente dell’Associazione Midori
Antonella Cornale

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2025/10/RIFLESSIONI.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2025-10-31 08:51:402025-10-31 11:02:36Riflessioni che ci aiutano

Un saluto alla Dott.ssa Bellin

Settembre 17, 2025/in News /da Midori Blog

Quando la dottoressa Bellin ci ha riuniti per fondare Midori, noi non ci conoscevamo per nulla.

 

Eravamo spauriti, provenienti da esperienze diverse…ma Lei aveva visto in ognuno di noi una caratteristica particolare, un qualcosa che poteva servire ad aiutare.. a far conoscere i disturbi alimentari e soprattutto dar voce alle tante famiglie che già a quel tempo usufruivano del centro.

 

E così grazie anche a Lei è nata Midori, rimanendo poi al nostro fianco dal 2015 al 2018: tre anni molto intensi!

 

La ricordiamo come una persona molto colta e con molti interessi che spaziavano dall’arte, alla musica classica, alla lettura e alla cucina. Tutti interessi che arricchirono l’Associazione ed i vari percorsi terapeutici.

 

Con lei abbiamo combattuto per garantire la continuità del funzionamento del Centro, l’assegnazione di finanziamenti adeguati e abbiamo dato avvio ai nostri forum regionali.
Vitali sono stati per noi genitori i corsi di sostegno che organizzava e che ci hanno aiutato ad imparare a gestire la malattia e le conseguenti relazioni e comunicazioni. Grazie dottoressa.

 

Una mamma:
“Per la mia famiglia la dottoressa Bellin rimarrà sempre nei nostri cuori, è stata una persona speciale che, insieme al suo staff e a Midori, ha dato speranze in momenti nei quali sembrava non ci fossero.
La sua professionalità, determinazione e tenacia ci hanno dato forza e fiducia.

Grazie!”

 

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2025/09/bellin.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2025-09-17 17:11:322025-09-17 17:11:32Un saluto alla Dott.ssa Bellin

02 GIUGNO 2025 – WORLD EATING DISORDERS ACTION DAY – COMUNICATO CONGIUNTO

Giugno 2, 2025/in News /da Midori Blog

Consult@noi Odv – Associazione di Associazioni Disturbi del Comportamento e Il Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari sono due associazioni di secondo livello composte prevalentemente da familiari di persone affette da Disturbi del Comportamento Alimentare. A esse aderiscono circa una quarantina di Associazioni di volontariato locali, sparse in diverse regioni d’Italia.

Il loro obiettivo primario è quello di garantire cure adeguate a tutti i pazienti affetti da Disturbi Alimentari, su tutto il territorio nazionale, svolgendo numerose attività di sostegno e aiuto, di informazione, di formazione e aggiornamento, di collaborazione con le Istituzioni, le Amministrazioni sanitarie, le Società Scientifiche a livello locale e nazionale, per garantire percorsi terapeutici multidisciplinari adeguati, aggiornati e continui.

Esse hanno stipulato un Protocollo d’Intesa finalizzato allo sviluppo di progetti e azioni condivisi, mirati per mettere in atto gli obiettivi per cui si sono costituite.

 

In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla sensibilizzazione sui DCA (World Eating Disorders Action Day) gli associati di Consult@noi e il Coordinamento desiderano fare alcune considerazioni in merito ad un argomento di grande attualità nel mondo del Volontariato e che sta loro particolarmente a cuore, quello dei “Caregiver”.

 

I familiari, ma soprattutto i genitori dei giovani affetti da D.A., sono dei caregiver naturali: nel momento in cui la malattia piomba in famiglia, e vi piomba con la violenza di un uragano scompaginando tutti gli equilibri, il loro ruolo diventa ancora più importante e strategico ai fini di un corretto percorso terapeutico, per garantire, nel maggior numero dei casi possibile, la guarigione.

 

L’emergenza sanitaria creatasi durante il Covid – in particolare, anche se non solo, per l’isolamento sociale che ha determinato – ha portato inoltre a un incremento dei casi del 30-40% e a un abbassamento dell’età di esordio, rendendo più che mai fondamentale il ruolo dei caregiver, a volte anche per sopperire alla carenza di cure offerte.

 

I caregiver non hanno il tempo per pensare ai propri bisogni, visto che hanno a che fare con un Disturbo Alimentare che ogni giorno attacca la vita della persona che amano e il più delle volte non fanno che affannarsi per risolvere le necessità contingenti. Spesso i caregiver sono talmente schiacciati da questo ruolo che gli altri ruoli non esistono più, compresi quelli di marito, moglie, fratello o sorella.

 

Le Linee Guida attualmente più accreditate indicano l’esigenza di includere il caregiver nel percorso di cura, in quanto – se adeguatamente supportato, formato, coinvolto e partecipe del piano terapeutico-assistenziale, sempre nel rispetto dei diversi ruoli – può essere un valido collaboratore e non un ostacolo.

 

I caregiver inseriti nel setting terapeutico e le Associazioni di familiari a cui afferiscono possono contribuire a perfezionare davvero un sistema di cura territoriale articolato, efficiente e completo.

 

Stefano Bertomoro
Presidente Coordinamento Nazionale DA

 

Giuseppe Rauso
Presidente Consult@noi

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2025/06/comunicato.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2025-06-02 11:01:372025-06-02 11:01:3702 GIUGNO 2025 – WORLD EATING DISORDERS ACTION DAY – COMUNICATO CONGIUNTO

Un nuovo centro per la cura dei disturbi alimentari

Aprile 14, 2025/in News /da Midori Blog

Con il cuore pieno di gioia vi presentiamo il Progetto TOP di quest’anno per festeggiare i 10 anni di Midori!

 

Nel cuore di Vicenza sta per nascere un luogo speciale. Un luogo dove adolescenti e adulti affetti dai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione troveranno maggiori spazi per le cure adeguate.

 

Trattasi dell’ampliamento del Centro Provinciale per i Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso, un progetto condiviso e fortemente voluto da Fondazione San Bortolo e noi di Associazione Midori, con l’obiettivo ambizioso – e necessario – di offrire una risposta concreta ad un problema sempre più diffuso. Anoressia, bulimia, binge eating disorder, ARFID: sono solo alcune delle forme in cui i disturbi alimentari si manifestano. Dietro questi nomi si nascondono sofferenze profonde, spesso invisibili, che alterano il rapporto con il cibo, con il corpo, con sé stessi.

 

Nel solo territorio dell’ULSS 8 Berica, nel 2024, sono stati 506 i pazienti presi in carico dall’equipe della Dottoressa Alessandra Sala (responsabile del centro): il 93% erano ragazze. L’età di insorgenza scende sempre più: oggi si comincia a star male anche a 10 anni. Durante la pandemia i casi sono aumentati del 40%. Eppure, solo il 60% riesce ad accedere a un trattamento adeguato. Il bisogno è quindi enorme, e le risposte, purtroppo, ancora insufficienti.

 

Il Centro attuale (attivo dal 2003), rappresenta un punto di riferimento importante per il territorio locale e provinciale. Ma oggi mostra delle criticità: spazi troppo piccoli, percorsi di cura promiscui tra adulti e adolescenti, con conseguenti difficoltà logistiche e organizzative.

 

A tutto ciò ci siamo ispirati per rispondere in modo tangibile (proprio nel decennale della nostra costituzione) a queste esigenze, convinti che unendo le forze con Fondazione San Bortolo, questo progetto sarà realtà.

 

Non si tratta solo di aggiungere metri quadrati, ma di creare un nuovo ambiente di cura e accoglienza.

L’équipe terapeutica del Centro, diretta dalla dott.ssa Alessandra Sala affiancata dal dott. Vincenzo Munno, è tra le più apprezzate in Veneto per la sua esperienza, l’approccio innovativo e la straordinaria umanità con cui si occupa di ciascun paziente. È con loro che vogliamo costruire il futuro, e siamo certi che insieme riusciremo a portare questo sogno a compimento.

 

Immaginate ora una struttura moderna e funzionale, dove le aree dedicate alla nutrizione, al supporto psicoterapeutico e alle cure mediche non si sovrappongono, ma si affiancano, creando ambienti specifici per poter fare non solo riabilitazione ma, ad es, avere il giusto spazio per poter studiare e seguire le lezioni a distanza, grazie anche alle installazioni di nuovi monitor e pc.

 

Un luogo dedicato, dove gruppi di familiari/genitori possono ricevere un supporto psicologico, trovare risposte alle loro preoccupazioni e imparare come comunicare con i loro figli durante la malattia.

 

Ambienti in cui il disagio non è più vissuto come un tabù, ma come un passo verso la guarigione, sentendosi meno soli. Non si tratta solo di aggiungere metri quadrati, ma di creare un nuovo ambiente di cura e accoglienza.

 

Il tutto sorgerà in Contrà San Bortolo 93, frutto di una ricostruzione e questi saranno i locali:

  • Un secondo Day Hospital, che rinforzerà e consentirà cure distinte tra minorenni e maggioreni, con equipe dedicata.
  • Ambienti su misura per i trattamenti psicoterapeutici e nutrizionali.
  • Aree assistite per i pasti, una infermeria per i trattamenti farmacologici, e spazi di supporto per le famiglie.

 

Il progetto, del valore complessivo stimato in 331.100 euro (salvo imprevisti ed esclusi gli arredi), è già stato avviato e faremo il possibile per completarlo entro la fine dell’estate 2025.

 

Ma per farlo diventare realtà, serve l’aiuto di tutti.

 

Se vuoi essere anche tu artefice del cambiamento puoi dare una mano e puoi farlo così:

  • Donando direttamente a Fondazione San Bortolo
    IT 87 D 08399 11801 000000132518 – BANCA DELLE TERRE VENETE
    Causale: Sostegno Progetto Disturbi Alimentari
  • Visitando la nostra pagina dedicata alle donazioni! > https://www.associazione-midori.it/dona-ora/
https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2025/04/centro.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2025-04-14 12:26:272025-04-18 08:47:05Un nuovo centro per la cura dei disturbi alimentari

Dieci anni di Midori: una formazione speciale per i volontari

Febbraio 17, 2025/in News /da Midori Blog

La coordinatrice dei volontari Marisa Cacciavillan omaggia con un grazie immeso tutti i volontari di Midori:
Albertina, Alessandra, Angelica, Antonella Cornale, Antonella Palma, Antonella Pigato, Carla, Carlotta, Diego, Jasmine, Laura, Leonida, Marina, Sara, Silvia, Sonia, Stefania, Vanna

 

La vostra dedizione è il motore che continua a far crescere questa grande famiglia. Senza il vostro impegno, nulla di tutto questo sarebbe possibile.

 

 

Lunedì 13 gennaio, i volontari dell’Associazione Midori si sono riuniti per un incontro speciale: un’occasione non solo per augurarsi buon anno, ma soprattutto per celebrare l’inizio dei festeggiamenti del decimo anniversario dell’associazione.

 

Un traguardo importante, raggiunto grazie all’impegno e alla dedizione di chi, giorno dopo giorno, ha contribuito a costruire e far crescere Midori.

 

Nell’incontro due delle volontarie fondatrici, Antonella Palma e Laura Bernardi, che sin dai primi passi hanno affiancato la Presidente Antonella Cornale, hanno ricordato diversi annedoti che le hanno viste protagoniste, i momenti difficili ma anche le gioie per obiettivi importanti raggiunti, e riflessioni sul percorso fatto assieme, partendo dall’auto-mutuo aiuto, alla creazione degli Sportelli di Ascolto, ai progetti nelle scuole e a numerose collaborazioni con le ULSS del territorio. Oggi, Midori è un punto di riferimento nazionale nella lotta ai disturbi alimentari.

 

Grazie alla sapiente animazione della vicepresidente Sara Nembri, la serata ha permesso ai volontari di riflettere sulle parole che meglio rappresentano l’Associazione. Un grande cartellone ha raccolto i pensieri e le emozioni di ciascuno, mettendo in evidenza i valori e l’essenza stessa di Midori.

La presidente Antonella ha sottolineato l’importanza della comunità di volontari, vero cuore pulsante dell’Associazione. “Senza di loro molte cose non si potrebbero fare” ha affermato, ringraziando tutti per il loro impegno e la loro costante dedizione. In un mondo in cui il tempo è sempre più prezioso, scegliere di donarlo per aiutare gli altri, e in particolare chi soffre di disturbi alimentari, è un atto di grande generosità e consapevolezza.

 

“Dieci anni sono un traguardo significativo,” ha continuato la presidente, “un passaggio che affrontiamo con entusiasmo e con la consapevolezza che c’è ancora molto da fare.” Ogni volontario porta con sé la propria esperienza, il proprio desiderio di aiutare e le proprie competenze, contribuendo in modo unico e insostituibile alla missione di Midori.

 

A coronare la serata, un dono simbolico ma significativo: l’agenda per i 10 anni di Midori, un invito a riempirla con incontri, esperienze e attività che renderanno questo anno ancora più speciale.

 

L’evento non è stato solo un momento di festa, ma anche un’opportunità di crescita e condivisione. I volontari hanno avuto modo di scambiarsi esperienze, raccontare le loro storie e confrontarsi sulle sfide affrontate negli anni. In questi dieci anni, Midori ha dimostrato che l’unione e la collaborazione possono fare la differenza, offrendo supporto e speranza a chi ne ha bisogno.

 

Guardando al futuro, l’Associazione si pone nuovi obiettivi: ampliare le attività di sensibilizzazione, rafforzare la rete di supporto e continuare a essere un punto di riferimento per chi affronta disturbi alimentari. Con la stessa passione e determinazione che hanno caratterizzato il percorso fin dall’inizio, Midori si prepara ad affrontare le sfide dei prossimi anni.

https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2025/02/Volontari.jpg 624 1646 Midori Blog https://www.associazione-midori.it/wp-content/uploads/2020/09/Logo-Midori-2.png Midori Blog2025-02-17 10:01:232025-02-17 10:32:21Dieci anni di Midori: una formazione speciale per i volontari
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Segui questi link per informazioni utili sui disturbi dell’alimentazione:

Ministero della Salute – DCA
Disturbi alimentari – Veneto
Centro Provinciale per DCA ULSS 8 Berica
Ambulatori DCA – Distretto 1 e 2 – ULSS 7 Pedemontana
Società Italiana per lo Studio dei Comportamenti Alimentari
Coordinamento Nazionale DCA
BEAT – UK Eating Disorder Charity
NEDA – USA National Eating Disorders Association

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