Relazioni a quattro zampe – Intervista alla Dott.ssa Alessandra Pegoraro
Nel progetto “Libera-mente in armonia” c’è un alleato speciale: il cane, compagno silenzioso ma potentissimo nel percorso di cura dei disturbi alimentari.
Attraverso la pet therapy guidata dalla dott.ssa Alessandra Pegoraro, i ragazzi imparano a stare nel qui e ora, ad abbassare l’ansia e a sentirsi visti e accolti senza giudizio.
In questa intervista, Alessandra racconta come la relazione con l’animale possa diventare un motore di cambiamento, capace di dare nuove parole alle emozioni e più fiducia in sé stessi.
Dottoressa Pegoraro, ci racconta il suo ruolo all’interno del progetto “Libera-mente in armonia” e come è arrivata a lavorare con gli animali in ambito psicologico?
Io sono una psicologa-psicoterapeuta formata nell’ambito degli Interventi Assistiti con gli Animali comunemente conosciuti come Pet Therapy. Nel progetto “Libera-mente in armonia” il mio ruolo è stato quello di responsabile di progetto e referente di intervento nel percorso di pet therapy con il cane.
Mi ha affiancato la dottoressa Elisabetta Bano nel ruolo di coadiutore dell’animale, ovvero la figura che conduce l’animale in seduta e si occupa del suo benessere.
Nel mio percorso formativo sono arrivata a lavorare con gli animali grazie alla scelta di svolgere il mio tirocinio professionalizzante post laurea presso l’équipe di pet therapy dell’ulss 7.
Mi ha portato lì la curiosità e la passione per gli animali, cogliendo la possibilità di coniugare il mondo animale con il mondo psicologico. Mi sono poi formata in quest’ambito e ho iniziato a svolgere progetti in quanto credo fortemente nel valore della relazione con gli animali nel processo di cura.
Che cosa sono, in parole semplici, gli Interventi Assistiti con gli Animali e come si svolgono?
Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) sono regolamentati dalle Linee Guida Nazionali nelle quali sono descritti come interventi che hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e prevedono l’impiego di animali domestici.
Tali interventi sono rivolti prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, dipendenti da qualunque causa, ma possono essere indirizzati anche a individui sani. La corretta applicazione degli IAA richiede il coinvolgimento di una équipe multidisciplinare composta, a seconda del tipo di intervento, da figure sanitarie, pedagogiche e tecniche con diversi compiti e responsabilità, adeguatamente formati e iscritti in Digital Pet, il registro degli operatori abilitati all’erogazione degli IAA.
In base agli ambiti di attività e agli obiettivi gli IAA si classificano in: terapia assistita con gli animali (TAA), educazione assistita con gli animali (EAA) e attività assistita con gli animali (AAA).
Questi interventi si possono svolgere in percorsi individuali o di gruppo in contesti sanitari, sociali, educativi e ricreativi; durante gli incontri si favorisce l’interazione e la relazione paziente-animale.

In che modo la relazione con l’animale può aiutare i ragazzi con disturbi alimentari nel loro percorso di cura
La relazione con l’animale, il cane in questo caso, permette di focalizzare l’attenzione sul qui e ora, permettendo, da un punto di vista cognitivo, alla mente di non vagare in pensieri ansiosi e ossessivi ma di godersi il momento, il gesto, il gioco o la carezza.
C’è poi l’aspetto motivazionale: prendersi cura dell’altro, osservarlo e cercare di comprenderlo permette di decentrarsi e crescere l’autostima, sentirsi importanti, forti e unici. L’animale si fida di noi e ha bisogno di attenzioni e cure.
C’è inoltre l’aspetto emotivo: la sola presenza dell’animale ci consente l’autoregolazione. È dimostrato chimicamente e fisicamente che il contatto con l’animale porta a un rallentamento del battito cardiaco, a una diminuzione dell’ansia e dello stress.
Grazie alla presenza accogliente e non giudicante dei cani i ragazzi sono in grado di esplorare le proprie emozioni e i propri vissuti, contattando le parti di sé più complesse, riducendo la rigidità mentale e il giudizio severo nei confronti di se stessi.
E infine c’è l’aspetto socio-relazionale: l’animale porta se stesso in seduta favorendo l’apertura dei ragazzi e la capacità di osservare l’altro, comprendendone carattere, bisogni e vissuti.
C’è un episodio o un momento che le è rimasto nel cuore durante le attività con i ragazzi e gli animali?
Momenti significativi e intensi ce ne sono stati tanti e riguardano il rispecchiamento e la relazione con i cani.
Una seduta molto significativa è stata quella in cui abbiamo proposto la scrittura di una lettera ad un cane a scelta. Riporto di seguito le parole significative:
“Dal percorso di Pet Therapy ho imparato molto e mi porto a casa:
- che le emozioni non vanno nascoste, ma conosciute ed ascoltate
- ho capito che prendersi cura di qualcuno è anche prendersi cura di sé
- avere paura non è un difetto, ma un punto di partenza, da guardare in faccia ed affrontarlo
- ho compreso che i miei spazi sono importanti, devo rispettarli e devono essere rispettati
Tu Maya, con la tua timidezza e il tuo modo speciale di avvicinarti ed allontanarti, mi hai insegnato che la fiducia è un dono prezioso che nasce piano e cresce se viene rispettato.”
Qual è, secondo lei, la forza di un progetto che unisce pet-therapy, yoga, musicoterapia e arteterapia?
Tutti questi strumenti sono attività ad alta valenza riabilitativa e a mio avviso il progetto permette di integrare al trattamento multidisciplinare dei DCA queste terapie di supporto che diventano co-terapie e mirano al benessere e alla cura.
Queste forme di terapia alternativa non vanno a sostituire la terapia medica tradizionale ma completano il percorso intrapreso al fine di favorire e aumentare il benessere psico-fisico del soggetto.
Se dovesse descrivere “Libera-mente in armonia” con una parola o un’immagine, quale sceglierebbe?
Mi viene in mente un puzzle…ogni pezzo ha la sua peculiarità e caratteristica ma risulta indispensabile per comporre l’intera figura.
Penso che il progetto Libera-mente in armonia abbia contribuito a favorire il benessere e la cura dei ragazzi, che attraverso vari canali espressivi hanno acquisito una maggiore consapevolezza e capacità di ascolto di sè.








