AIUTARE FAMILIARI E AMICI

Se hai paura che un tuo familiare o un tuo amico possa avere un disturbo alimentare, può essere difficile sollevare il problema con loro. Potresti preoccuparti di dire la cosa sbagliata, di violare la sua privacy o di offendere la persona.
Se è la prima volta che ti informi sui disturbi alimentari, ricorda che sono malattie curabili e che è possibile il pieno recupero, in particolar modo se chi ne soffre può accedere velocemente alle cure.
Il tuo caro potrebbe soffrire già da tempo quando decide di confidarsi, quindi prima può ricevere un trattamento, meglio è.
Incoraggia il tuo caro a fissare un appuntamento con il proprio medico di famiglia. Potresti offrirti di andare con lui/lei in modo che non sia solo/a.
Se non sospettavi che la persona fosse malata, cerca di non incolpare te stesso: non è questo ciò di cui ha bisogno la persona che stai sostenendo. La cosa migliore che puoi fare ora è prendere sul serio le sue preoccupazioni, ascoltare ciò che vuole dirti e chiedere cosa puoi fare per aiutarla.
Se ti senti incapace di parlare con chi soffre, prova ad informarti sui disturbi dell’alimentazione come inizio.

E se dico la cosa sbagliata?
Non conoscere la cosa giusta da dire a qualcuno con un disturbo alimentare può essere scoraggiante, e talvolta la paura di dire qualcosa di sbagliato induce le persona a non dire nulla. È importante non cadere in questa trappola: i disturbi alimentari portano all’isolamento e chi ne soffre ha invece bisogno di supporto. Se non sei sicuro di cosa dire, sii presente e ascolta: è già importantissimo.
E’ fondamentale cercare di mantenere le conversazioni su un tono positivo, evitando di accusare, di criticare e di essere sprezzante.
Chiedi a chi soffre come si sente e non chiedere (nè far riferimento) al cibo, al peso o all’aspetto
orporeo. E’ importante dare l’opportunità di parlare dei sentimenti che stanno dietro il disturbo alimentare senza far sentire le persone sotto esame.
Ricorda che anche i complimenti o i commenti positivi sull’aspetto fisico possono essere valutati negativamente da chi soffre di un disturbo alimentare: ad esempio, “Stai bene” oppure “Hai un bell’aspetto” possono sembrare un commento sul peso. I complimenti per cose diverse dall’aspetto possono invece aiutare la persona a sentirsi apprezzata ed è meno probabile che causino queste preoccupazioni.
Se la persona è disponibile a parlare della propria malattia, potresti chiederle di dirti se per caso hai detto qualcosa che non trova utile.

Cosa succede se la persona di cui sono preoccupato reagisce negativamente quando le dico che sono preoccupato per lei? E se nega di essere malata?
È possibile che chi soffre di un disturbo alimentare non sia consapevole della malattia. Soprattutto se hanno avuto sintomi per un po’ di tempo e questi sintomi hanno avuto il tempo di diventare la normalità per la persona, questo può rendere difficili riconoscerli come parte di una malattia.
Parlare con chi soffre in modo calmo, onesto e non giudicante, condividendo le proprie preoccupazioni in un momento e in un luogo che garantiscano calma e privacy può incoraggiare la persona a rendersi conto che ha bisogno di aiuto.

Se la persona di cui ti preoccupi risponde negativamente:

  • Cerca di non arrabbiarti, altrimenti la persona si sentirà attaccata e potrebbero aggravarsi i sentimenti di colpa e vergogna tipici del disturbo alimentare.
  • Sii gentile ma fermo e chiarisci che il motivo per cui hai sollevato la questione non è per fare una criticare, ma solo perchè sei preoccupato
  • Cerca di dare tempo e incoraggia chi soffre a parlare di ciò che sta vivendo. Tuttavia, se non ritieni che la conversazione possa continuare in modo produttivo, non forzarla
  • Pensa se c’è qualcosa che puoi imparare dalla conversazione. C’è stato qualcosa di specifico che la persona ha trovato sconvolgente? Potresti affrontarlo diversamente? Falle sapere che può parlarti di eventuali difficoltà che deve affrontare in qualsiasi momento e prova a riaffrontare il tema quando ci saranno le condizioni.

Cosa posso fare se la persona che soffre di disturbo alimentare non si sente in grado di andare dal medico?
Ci sono molte ragioni per cui una persona potrebbe sentirsi incapace di chiedere aiuto: la malattia è molto pervasiva e può rendere difficile, per chi ne soffre, pensare alla vita al di là di essa. Inoltre sentimenti di vergogna e bassa autostima possono far sentire le persone non meritevoli di aiuto e la novità di un trattamento può far aumentare l’ansia. Può essere utile cercare di capire qual è il motivo che blocca la persona che stai supportando e rassicurarla sul fatto che non sarà sola nel trattamento, ma sarà sostenuta dall’equipe medica e da familiari e amici. Se la persona ha difficoltà ad andare da sola dal medico, potresti offrirti di accompagnarla tu, per esempio.

Che cosa succede se chi soffre di disturbo alimentare non vuole continuare nel trattamento di cura?
E’ importante incoraggiare la persona a parlare delle proprie difficoltà con l’equipe curante. A volte il problema non riguarda il tipo di trattamento che la persona sta ricevendo, ma il fatto che non ha ancora accettato l’idea di voler guarire. Bisogna sempre ricordare che i disturbi alimentari non riguardano il cibo o il peso; riguardano i sentimenti e le emozioni. Per molte persone il disturbo alimentare è una sicurezza: rinunciare a qualcosa che può sembrare familiare e sicuro può essere quindi molto impegnativo. Cerca di aiutare la persona a esplorare questi sentimenti contrastanti e a pensare alle sue motivazioni per recuperare. Incoraggiala a continuare a parlare di ciò che stanno vivendo, piuttosto che cercare di affrontare tutto da sola.

Con chi posso parlare delle mie esperienze?
I disturbi alimentari possono avere un grave impatto non solo sulla persona che soffre ma anche sulle persone che la circondano. Se ti senti isolato o preoccupato, i nostri servizi sono disponibili anche per te: chiamaci o unisciti al gruppo di auto mutuo aiuto.
Spesso le persone con disturbi alimentari negano o non si rendono conto che c’è un problema, ma ciò non significa che non siano malati. I disturbi alimentari prosperano in segreto, e innumerevoli persone in recupero concordano sul fatto che rompere il silenzio sia la cosa giusta da fare, anche se in quel momento non si sentivano così. Prima qualcuno può ricevere un trattamento, maggiori sono le possibilità di una guarigione completa e prolungata.

Ecco alcune cose che puoi fare quando parli con un tuo caro che soffre di disturbo alimentare:

  • Pensa a quello che vuoi dire e assicurati di sentirti informato. Puoi leggere i sintomi dei disturbi alimentari o dare un’occhiata al nostro opuscolo: Guida per genitori partner familiari e amici sui
    DCA (inserire link)
  • Scegli un posto in cui entrambi vi sentite al sicuro e non sarete disturbati
  • Non avere un atteggiamento aggressivo, lascia che la persona sia disponibile a parlare
  • Scegli un momento in cui nessuno dei due si sente arrabbiato o turbato.
  • Evita qualsiasi momento appena prima o dopo i pasti.
  • Tieni a disposizione alcune informazioni a cui puoi fare riferimento se sei in grado di farlo. Potresti condividerle con la persona che soffre o lasciarla guardare da sola
  • Cerca di non centrare la conversazione su cibo e / o peso. Mentre potrebbe essere necessario sollevare questo argomento per spiegare perché sei preoccupato, ma sono temi cui le persone che soffrono di disturbo alimentare sono particolarmente sensibili. Alla radice, i disordini alimentari riguardano ciò che la persona sente piuttosto che il modo in cui tratta il cibo
  • Se vuoi fare riferimento ad alcuni comportamenti che ti preoccupano, cerca di non far sentire la persona osservata. Cerca inoltre di non farla sentire con le spalle al muro nè di usare un linguaggio che potrebbe sembrare accusatorio (”Hai voglia di parlare di come ti senti”è un approccio più delicato di “Hai bisogno di aiuto” ad esempio)
  • Cerca di evitare di arrabbiarti e non lasciarti scoraggiare dagli insuccessi
  • Rassicura il tuo caro che sarai lì quando sarà pronto e che sei preoccupato per il suo benessere
  • Non aspettare troppo a lungo prima di avvicinare nuovamente la persona. Potrebbe sembrare ancora più difficile della prima conversazione, soprattutto se non era stata positiva, ma se sei ancora preoccupato, tacere non sarà di aiuto. Ricorda, i disturbi alimentari prosperano nel segreto
  • Se la persona riconosce di aver bisogno di aiuto, incoraggiala a cercarlo il più rapidamente possibile. Offriti di andare con lei dal medico di famiglia se lo ritiene utile
  • Se la persona ti dice che non c’è niente di sbagliato nel suo comportamento, tieni presente che potrebbe essere malata anche se non se ne rende conto. Negare che ci sia un problema è comune: nel caso dell’anoressia, è considerato un sintomo della malattia.

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