Gruppo AMA Montecchio Maggiore – Pensieri ed emozioni di Anna Marzotto
Agosto è il mese in cui sospendiamo (da sempre) la partecipazione ai nostri gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA).
Non è che il dolore va in vacanza, ma è necessario fare una pausa anche da questa risorsa di aiuto speciale, per alleggerire il carico emotivo, lasciando così spazio ad altre esperienze.
Ecco che ne approfittiamo per condividere con gratitudine, i pensieri e le emozioni della psicologa che ci affianca nel gruppo di Montecchio Maggiore.
“Quando un’esperienza difficile viene condivisa, il suo peso può diventare più sostenibile.
Condurre gruppi di auto-mutuo aiuto rivolti ai familiari e alle persone vicine a chi vive un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione mi ha confermato quanto il gruppo possa rappresentare una risorsa preziosa, soprattutto nei momenti in cui ci si sente più disorientati, impotenti o soli.
Ho incontrato genitori, partner e familiari che, pur attraversando la fatica, la paura e l’incertezza che spesso accompagnano questi disturbi, continuano ogni giorno a cercare un modo per stare accanto alla persona che amano, con presenza, attenzione, coraggio e speranza.
Il gruppo vuole essere prima di tutto uno spazio sicuro e non giudicante, nel quale poter portare liberamente ciò che si sta vivendo: le preoccupazioni, i dubbi, la rabbia, il senso di impotenza, ma anche i piccoli cambiamenti, le conquiste e quei momenti che aiutano a ritrovare fiducia.
La sua forza nasce dall’incontro tra persone che, pur avendo storie diverse, possono riconoscersi nelle esperienze e nelle emozioni degli altri. Ascoltare qualcuno che riesce a dare parole a qualcosa che sentiamo anche noi può farci sentire compresi e, soprattutto, meno soli.
Il mio ruolo all’interno del gruppo è quello di accompagnare e facilitare questo confronto, favorendo uno spazio in cui ciascuno possa sentirsi libero di parlare, ascoltare, fare domande o semplicemente esserci. Non si tratta di avere sempre una risposta o di trovare una soluzione immediata, ma di creare le condizioni perché dal confronto possano nascere nuovi punti di vista, maggiore consapevolezza e modalità diverse di affrontare la quotidianità.
Porto con me la consapevolezza che condividere il peso non significhi cancellare la difficoltà, ma renderla più sostenibile. E che, proprio attraverso l’incontro con l’altro, sia spesso possibile riscoprire risorse, energie e speranze che, nei momenti più faticosi, diventano difficili da riconoscere da soli.”
Dal 15 settembre i Gruppi AMA ripartono!
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