Ascoltare il corpo con gentilezza e rispetto – Intervista a Paola Endrizzi, insegnante di Yoga

Il progetto “LiberaMente in Armonia”, sostenuto dal fondo 8xmille della Chiesa Valdese e attivo presso il Centro Disturbi Alimentari di Vicenza, integra attività innovative come yoga, pet-therapy, arteterapia e musicoterapia per offrire alle pazienti un supporto completo e multidisciplinare.
Oggi abbiamo avuto la fortuna di incontrare Paola Endrizzi, insegnante di Yoga coinvolta nel progetto.
Paola, ci racconta chi è e qual è il suo ruolo nel progetto “Libera-mente in armonia”?
Sono insegnante di yoga e praticante dal 1991, anno in cui ho incontrato lo yoga in un momento di profonda trasformazione personale.
Dopo anni di pratica, nel 2013 ho intrapreso un percorso di formazione, specializzandomi e ottenendo la Certificazione come Insegnante di Anusara® Yoga, Restorative Yoga e Yoga in gravidanza.
All’interno del progetto “Libera-mente in armonia” il mio ruolo è quello di portare lo yoga come strumento di sostegno e ascolto, in particolare per chi affronta disturbi alimentari. Attraverso pratiche dolci, rispettose e consapevoli, offro uno spazio sicuro in cui ritrovare contatto con il corpo, stabilità emotiva e una relazione più amorevole con sé.
Credo profondamente che lo yoga sia un’ancora preziosa, capace di riconnetterci al nostro nucleo stabile e luminoso. Il mio intento è condividere questa esperienza, sostenendo ogni persona nel ritrovare autenticità, libertà interiore e benessere.
Che tipo di yoga propone ai ragazzi e che cosa ha visto cambiare in loro durante i percorsi?
La pratica di yoga che propongo ai ragazzi (al 99% ragazze) è flessibile e adattabile, poiché il gruppo e le presenze cambiano di settimana in settimana. Parto da un’intenzione e da una traccia di base, che si modellano in base a chi è presente e allo stato in cui le ragazze si trovano in quel momento.
L’obiettivo è creare un luogo sicuro esterno ma anche dentro di loro, in cui possano sentirsi accolte e a proprio agio. Attraverso movimenti semplici e posture accessibili di hatha yoga, le accompagno a sviluppare consapevolezza del corpo, del respiro e delle proprie sensazioni.
Alla fine della lezione dedichiamo alcuni minuti alla condivisione, con una parola o una breve frase, di ciò che hanno vissuto durante la pratica. Le parole emerse vengono poi trascritte settimanalmente su un foglio che appendono nel centro DCA, come traccia del percorso.
Il cambiamento che osservo riguarda soprattutto una maggiore consapevolezza della percezione del corpo, del respiro e dell’attività della mente. Ciò che emerge è anche la scoperta, spesso sorprendente per loro, che dentro di sé esiste uno stato di tranquillità a cui possono accedere. Questo si riflette nel loro sguardo e nel loro stato emotivo: arrivano spesso in difficoltà o in crisi e, al termine della lezione, appaiono più presenti, serene e sorridenti, riconoscendo loro stesse questo passaggio.

In che modo la pratica dello yoga può aiutare chi soffre di disturbi alimentari a ritrovare equilibrio e consapevolezza?
Lo yoga può aiutare chi soffre di disturbi alimentari a ritrovare presenza di sé e consapevolezza offrendo uno spazio protetto in cui ascoltare il corpo con gentilezza e rispetto. Attraverso il respiro, movimenti semplici e momenti di ascolto, la pratica accompagna a riconnettersi alle sensazioni e alle emozioni, senza forzature, senza giudizio ed iniziando a guardare, vedere ciò che c’è nel momento presente.
Nel tempo, molte persone scoprono che dentro di sé esiste uno stato di tranquillità e stabilità a cui possono tornare. Questo cambia il modo di stare nel corpo e favorisce una relazione più rispettosa e consapevole con sé stessi.
C’è un momento o una pratica che ricorda come particolarmente significativa durante le attività?
Un momento che ricordo è quando una delle partecipanti è in crisi e piange. In quel caso, ne prendiamo atto insieme: riconosciamo il momento e, con amorevolezza, conduco il gruppo a proseguire nella sequenza di posizioni, offrendo alla ragazza la possibilità di accogliere il suo pianto e di restare con le proprie emozioni.
Ho visto come, piano piano, la crisi si supera e il ritorno nel corpo diventa un passaggio importante e potente per lei ed anche per le altre.
Inoltre, una pratica che ricordo come particolarmente significativa è l’apertura del petto con il supporto dei mattoncini. Questa postura favorisce un senso di espansione e leggerezza a livello fisico, e apre anche a una sensazione di calma e apertura mentale ed emotiva. Vedo che le ragazze la apprezzano molto e vi rimangono volentieri.
Se dovesse riassumere con poche parole il valore di “Libera-mente in armonia”, cosa direbbe?
Un progetto di valore immenso, che semina consapevolezza e aiuta a far crescere radici profonde in chi vi partecipa. Gratitudine per essere parte di questo percorso.




